Il mercato del lavoro contemporaneo e le istituzioni preposte al welfare segnalano un’urgente necessità di figure professionali con funzioni di raccordo, capaci di superare la frammentazione degli interventi specialistici. La consultazione con il Comitato di Indirizzo (verbale del 24/09/2025) ha confermato che la sfida principale risiede nella capacità di agire efficacemente in contesti di multiprofessionalità, integrando armoniosamente i linguaggi giuridico, psicologico, pedagogico e sociale. In questo quadro, l’offerta formativa del Master risponde a bisogni speculari ma convergenti dei diversi profili professionali coinvolti:
Il Master si propone dunque come luogo di intersezione dove i diversi saperi si contaminano: gli esperti di area umanistica e sanitaria acquisiscono rigore giuridico, mentre i giuristi integrano la norma con la comprensione della complessità umana e sociale.
Inoltre, gli stakeholder hanno sottolineato come tale integrazione sia indispensabile per affrontare temi trasversali di forte attualità che richiedono risposte corali, quali la fragilità familiare, la violenza assistita, la gestione dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) e il consolidamento del sistema integrato 0-6 anni.
Il Master si pone l’obiettivo di fornire una formazione avanzata e integrata, finalizzata all'acquisizione di competenze teoriche, metodologiche e operative per la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nello specifico, il percorso formativo è orientato al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
Il Master di I livello PROXIMA - Progettazione e gestione di interventi multiprofessionali per la promozione e la tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, nato dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e UNICEF Italia, risponde alla necessità di formare professionisti ad alta specializzazione capaci di operare nel complesso sistema di tutela dei minorenni. Attraverso un approccio interdisciplinare (giuridico, psicologico, pedagogico e sociologico) e interistituzionale, il percorso integra i principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC) e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 in strumenti operativi concreti.
Il cuore del progetto è l'adozione dell'approccio basato sui diritti umani (Human Rights-Based Approach), finalizzato a formare figure professionali in grado di ideare, coordinare e valutare interventi multidisciplinari e sostenibili. Il Master mira a sviluppare competenze trasversali per facilitare processi partecipativi, promuovere reti territoriali solide e sostenere attivamente la capacitazione (empowerment) delle persone di minore età in ogni contesto sociale e istituzionale.
Al termine dell'insegnamento lo studente conosce:
• L'architettura normativa della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza (CRC), i suoi Protocolli opzionali, i Commenti Generali e gli strumenti di monitoraggio internazionale, incluse le Osservazioni Conclusive del Comitato ONU;
• I principi fondanti della CRC — non discriminazione, superiore interesse del minore, diritto alla vita e allo sviluppo, diritto di ascolto e partecipazione — e la loro valenza orientativa per la pratica professionale;
• Il Child Rights Based Approach (CRBA) come cornice metodologica per la lettura della realtà e la progettazione di interventi sociali e istituzionali;
• Il sistema istituzionale italiano di tutela e promozione dei diritti dell'infanzia, con particolare riferimento al ruolo e alle funzioni dell'Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza (AGIA) e del sistema di monitoraggio della CRC in Italia (Gruppo CRC);
• Le priorità strategiche e i programmi di UNICEF Italia, con riferimento alle metodologie di advocacy e alla Teoria del Cambiamento come strumento di progettazione orientata ai diritti;
• Il collegamento tra la CRC e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.
Al termine dell'insegnamento lo studente è in grado di:
• Riconoscere e utilizzare i principi fondamentali della CRC come chiave di lettura di situazioni e contesti che riguardano persone di minore età, indipendentemente dalla propria formazione disciplinare di base, in preparazione a un loro utilizzo più approfondito negli insegnamenti successivi;
• Iniziare ad applicare il Child Rights Based Approach (CRBA) come cornice orientativa per l'analisi di interventi e politiche, sviluppando una prima familiarità con i suoi strumenti concettuali e metodologici;
• Riconoscere i diversi livelli e modelli di partecipazione dei minori, acquisendo una prima sensibilità operativa rispetto ai requisiti del diritto di ascolto (art. 12 CRC);
• Orientarsi nel sistema istituzionale italiano di tutela dell'infanzia, identificando i principali attori (AGIA, Gruppo CRC, UNICEF Italia) e le loro funzioni;
• Partecipare a esercitazioni di gruppo per confrontarsi con i temi della tutela dei diritti in chiave critica e collaborativa, sviluppando un primo approccio alla progettazione orientata ai diritti;
• Acquisire una prima familiarità con il linguaggio giuridico della CRC e dei suoi strumenti di monitoraggio, come base indispensabile per gli studenti di formazione non giuridica e come occasione di approfondimento per quelli di formazione giuridica.
Al termine dell'insegnamento lo studente conosce:
• Il quadro delle politiche italiane ed europee rivolte a famiglie, giovani e infanzia, e il loro collegamento con i principi della CRC;
• La tutela dell'infanzia come strategia multiprofessionale, che integra le prospettive educativa, psicologica, medica e del servizio sociale;
• L'evoluzione storica dei diritti dell'infanzia in prospettiva pedagogica, come fondamento per comprendere l'attuale sistema di tutela;
• Il contributo specifico di ciascuna professione — educatore, assistente sociale, psicologo, medico — all'attuazione della CRC nei diversi contesti di intervento (prima infanzia, sistema scolastico, salute e benessere, protezione sociale), con un livello di approfondimento funzionale alla collaborazione multiprofessionale;
• Il ruolo dell'autorità giudiziaria minorile e delle forze di pubblica sicurezza nel sistema integrato di tutela, e le modalità di collaborazione con i servizi territoriali;
• La distinzione tra servizi istituzionali (sociali, educativi, sanitari) e non istituzionali, e le dinamiche di interazione tra essi;
• Il gioco, la letteratura per l'infanzia e l'arte come strategie di promozione dei diritti e strumenti di intervento educativo;
• Le dimensioni trasversali dell'intervento: disabilità e genere come prospettive che orientano la progettazione educativa in chiave di diritti.
Al termine dell'insegnamento lo studente è in grado di:
• Riconoscere il contributo specifico delle diverse figure professionali nell'attuazione della CRC e identificare le aree di integrazione e complementarietà tra esse, anche quando queste appartengono a discipline diverse dalla propria formazione di base;
• Analizzare un contesto di intervento (prima infanzia, scuola, salute, protezione sociale) individuando quali professionalità coinvolgere e con quali funzioni, in una logica multiprofessionale;
• Applicare una prospettiva di diritti — incluse le dimensioni di genere e disabilità — nella lettura e nella progettazione di interventi educativi;
• Utilizzare il gioco, la letteratura per l'infanzia e l'arte come strumenti operativi per la promozione dei diritti in contesti educativi;
• Orientarsi nelle dinamiche di collaborazione tra servizi territoriali e autorità giudiziaria, riconoscendo ruoli, responsabilità e procedure nei casi di tutela, indipendentemente dalla propria provenienza disciplinare;
• Partecipare attivamente a contesti di lavoro multiprofessionale, sviluppando una prima capacità di dialogo e coordinamento tra saperi e pratiche diverse, che verrà approfondita negli insegnamenti successivi.
Al termine dell'insegnamento lo studente conosce:
• Il principio del best interests of the child nelle principali fonti internazionali ed europee (CRC, CEDU, Carta dei diritti fondamentali UE), la sua origine storica, la sua evoluzione e il suo significato applicativo nell'ordinamento costituzionale italiano;
• I fondamenti dello statuto giuridico della persona di minore età e il sistema delle fonti del diritto — nazionale, europeo e internazionale — che ne disciplina i diritti fondamentali, con un livello di approfondimento funzionale alla pratica multiprofessionale;
• I diritti della persona minorenne nelle relazioni familiari e sociali: il diritto all'identità, alle relazioni, alla filiazione, con attenzione alle questioni emergenti legate alla soggettività di genere (carriere alias, transizione di genere, intersessualità);
• Gli elementi essenziali del quadro normativo nei principali ambiti di vita della persona minorenne: la struttura, le modalità di funzionamento e la cornice culturale, pedagogica e istituzionale del sistema integrato 0-6; il lavoro minorile; il diritto alla salute; i diritti delle persone con disabilità;
• I principali meccanismi giuridici di tutela in contesti transnazionali, con particolare riferimento alla sottrazione internazionale di minori e alla circolazione delle decisioni relative a minori nell'UE.
Al termine dell'insegnamento lo studente è in grado di:
• Identificare e applicare il principio del best interests of the child come criterio interpretativo e operativo nei diversi contesti di intervento professionale;
• Riconoscere il quadro normativo di riferimento nei principali ambiti di vita della persona minorenne — famiglia, scuola, salute, lavoro, disabilità — e utilizzarlo come strumento di orientamento nella pratica multiprofessionale;
• Contribuire alla promozione dei diritti dell'infanzia nei contesti della prima infanzia, favorendo interventi mirati a sostenere la frequenza del sistema integrato 0-6 nelle situazioni di povertà educativa;
• Individuare le implicazioni giuridiche delle questioni legate all'identità di genere e alla soggettività della persona minorenne, adottando un approccio informato e rispettoso dei diritti;
• Riconoscere le principali problematiche giuridiche di carattere transnazionale che possono riguardare persone di minore età, orientandosi nei meccanismi di tutela previsti dal diritto internazionale privato e dal diritto europeo;
• Dialogare con i professionisti del diritto — giuristi, magistrati, avvocati — con una sufficiente padronanza del linguaggio giuridico e dei principi fondamentali, a supporto del lavoro multiprofessionale.
Al termine dell'insegnamento lo studente conosce:
• Le tecniche di ascolto e di gestione del colloquio con la persona di minore età come competenza tecnica trasversale alle diverse professioni, incluse le modalità di decodifica dei linguaggi del disagio giovanile;
• I fondamenti essenziali dell'organizzazione della giustizia civile minorile italiana e i principali procedimenti che riguardano la persona di minore età (crisi familiare, responsabilità genitoriale, affidamento, adozione), con un livello di approfondimento funzionale alla collaborazione multiprofessionale;
• Il ruolo e le funzioni delle diverse figure che operano nell'ascolto giuridico del minore — giudice, consulente tecnico, curatore speciale, avvocato del minore — e le modalità con cui ciascuna interagisce con le altre professioni;
• Gli strumenti amministrativi e penali di prevenzione e contrasto del disagio e della devianza minorile, il sistema della giustizia penale minorile, le misure rieducative, l'ordinamento penitenziario minorile e i principi della giustizia riparativa;
• La condizione giuridica e i diritti della persona di minore età vittima di reato e della persona di minore età autore di reato, con attenzione alle implicazioni per le pratiche professionali di tutela;
• La condizione del minore figlio di genitore detenuto: il quadro giuridico di riferimento e le principali misure e strutture di tutela (ICAM, sezioni nido, case-famiglia protette);
• Il quadro normativo relativo ai minori stranieri e ai minori stranieri non accompagnati (MSNA): ingresso, soggiorno, protezione, asilo e tutela al raggiungimento della maggiore età, con attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità giuridica.
Al termine dell'insegnamento lo studente è in grado di:
• Applicare tecniche di ascolto e conduzione del colloquio con la persona di minore età, riconoscendo e interpretando i linguaggi verbali e non verbali del disagio, indipendentemente dalla propria formazione disciplinare di base;
• Orientarsi nel sistema della giustizia civile e penale minorile, riconoscendo i principali procedimenti, le figure professionali coinvolte e i rispettivi ruoli, al fine di collaborare efficacemente con i professionisti del diritto;
• Riconoscere le implicazioni operative per la propria pratica professionale nei casi che coinvolgono minori vittima o autori di reato, minori figli di genitori detenuti e minori stranieri non accompagnati;
• Identificare le situazioni di maggiore vulnerabilità giuridica — con particolare attenzione ai MSNA, ai minori richiedenti asilo e ai neo-maggiorenni in uscita dal sistema di tutela — e attivare le risorse e le reti professionali appropriate;
• Partecipare a percorsi di giustizia riparativa come operatore consapevole dei principi, delle metodologie e delle finalità di questo approccio;
• Collaborare con i professionisti del diritto — magistrati, avvocati, curatori speciali, consulenti tecnici — con una sufficiente comprensione del linguaggio giuridico essenziale e dei principali istituti, a supporto del lavoro multiprofessionale.
Al termine dell'insegnamento lo studente conosce:
• I principali fenomeni di violazione dei diritti della persona di minore età — maltrattamento, abuso sessuale, violenza assistita, dipendenze, sofferenza psichica, devianza, sfruttamento, discriminazione — nelle loro dimensioni cliniche e giuridiche;
• I fattori evolutivi, i percorsi di sviluppo e le condizioni di vulnerabilità che sottendono fenomeni quali la devianza minorile, le dipendenze, la sofferenza psichica e il disagio dei minori stranieri non accompagnati, unitamente al quadro giuridico che ne regola la presa in carico;
• Le condizioni di identità e sviluppo che richiedono particolare attenzione professionale — identità di genere, condizioni intersex, diritti sessuali, adozione — sia nella loro dimensione clinica sia in quella giuridica;
• Il quadro normativo dei reati che coinvolgono persone di minore età come vittime — reati sessuali, maltrattamenti, violenza assistita, reati connessi alle nuove tecnologie, tratta, criminalità di gruppo — letto in connessione con i profili clinici e psicologici delle vittime e delle dinamiche di vittimizzazione;
• I contesti in cui si manifestano le violazioni dei diritti — famiglia, scuola, gruppo dei pari, ambienti digitali — e le implicazioni, sia cliniche sia giuridiche, per la prevenzione e il contrasto.
Al termine dell'insegnamento lo studente è in grado di:
• Inquadrare i principali fenomeni di violazione dei diritti della persona di minore età sia da un punto di vista clinico-psicologico sia da un punto di vista giuridico, riconoscendo come le due prospettive si integrino e si illuminino reciprocamente nella comprensione degli stessi fenomeni;
• Riconoscere i segnali di abuso, violenza, disagio e vulnerabilità adottando una valutazione che tenga conto sia dei fattori evolutivi e clinici sia delle implicazioni normative e delle procedure di tutela da attivare;
• Adottare un approccio rispettoso dei diritti e clinicamente informato nei confronti di persone di minore età in condizioni di particolare vulnerabilità — minori transgender e gender diverse, persone intersex, MSNA, minori vittime di reato — sapendo integrare sensibilità clinica e consapevolezza giuridica;
• Collaborare in équipe multiprofessionale nella valutazione e nella gestione di situazioni di violenza, abuso e disagio, contribuendo con la propria prospettiva disciplinare e sapendo valorizzare quella degli altri professionisti coinvolti;
• Orientarsi nelle procedure cliniche e giuridiche previste per i principali scenari di violazione dei diritti, riconoscendo quando e come attivare gli strumenti di tutela disponibili.
Al termine dell'insegnamento lo studente conosce:
• Le caratteristiche delle adolescenze contemporanee e i principi che orientano la progettazione di interventi educativi centrati sui diritti nei diversi contesti di vita e di presa in carico: sistema penale e prevenzione della devianza, sistema di accoglienza, interventi con MSNA, accompagnamento dei careleavers alla fine della tutela;
• La distinzione tra un Livello Essenziale di Prestazione Sociale (LEPS) e un progetto, e la specificità dell'approccio P.I.P.P.I. come LEPS: le sue teorie di riferimento, le finalità, gli obiettivi, le metodologie e gli strumenti, inclusi gli Strumenti della Famiglia CANS e la loro integrazione con gli strumenti P.I.P.P.I., nel quadro della presa in carico integrata di famiglie e adolescenti con bisogni socioeducativi e socio-sanitari;
• I principi e gli strumenti del child safeguarding: analisi del rischio, costruzione di una policy organizzativa, gestione del processo di safeguarding in chiave partecipativa;
• Il quadro normativo e deontologico relativo al segreto professionale, al dovere di denuncia, segnalazione e relazione, e al trattamento dei dati personali nelle attività progettuali e nei contesti sociali e istituzionali;
• Le tecniche di documentazione professionale: redazione di segnalazioni, denunce e relazioni, e modalità di archiviazione e condivisione delle informazioni nel rispetto della riservatezza.
Al termine dell'insegnamento lo studente è in grado di:
• Progettare e gestire interventi educativi e sociali orientati ai diritti della persona di minore età nei diversi contesti di presa in carico, adottando un approccio che riconosca il minore come soggetto attivo e titolare di diritti;
• Applicare gli strumenti dell'approccio P.I.P.P.I. e degli Strumenti della Famiglia CANS nella valutazione dei bisogni e nella progettazione di interventi integrati con famiglie e adolescenti, promuovendo la partecipazione attiva delle famiglie stesse;
• Costruire e implementare una policy di child safeguarding all'interno di un'organizzazione, conducendo analisi del rischio e gestendo il processo di safeguarding in modo partecipativo;
• Applicare correttamente le norme relative al segreto professionale, al dovere di denuncia e segnalazione e al trattamento dei dati personali, riconoscendo le implicazioni deontologiche e giuridiche della propria pratica professionale;
• Redigere segnalazioni, denunce e relazioni professionali con padronanza delle tecniche di documentazione, nel rispetto dei requisiti di riservatezza e delle procedure istituzionali;
• Lavorare in équipe multiprofessionale nella progettazione e valutazione di interventi complessi, integrando prospettive educative, sociali e giuridiche in una logica orientata ai diritti.
Il Master intende formare professionisti dotati di una spiccata agilità operativa: una competenza che permette di declinare le proprie basi professionali (educative, giuridiche, sociali o psicologiche) all'interno di scenari lavorativi eterogenei e in continua evoluzione. Lo studente sarà solo un esperto di contenuti, ma un progettista capace di muoversi tra i diversi "set" della promozione e della tutela.
A titolo meramente indicativo, i contesti occupazionali includono:
Un facilitatore capace di attivare sinergie tra attori pubblici e privati.
Un regista della progettazione educativa e sociale ispirata alla CRC.
Un esperto nella valutazione dell'impatto dei progetti sui diritti dei minori.
Un profilo tecnico per la pubblica amministrazione e il privato sociale.